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L’asfalto di Shanghai non è solo bitume e gomma bruciata; è una pergamena nera su cui il destino ha deciso di scrivere una riga indelebile. L’aria è elettrica, satura di un’attesa che toglie il fiato. Mancano poche curve, il traguardo è un miraggio che trema nel riverbero del calore, e la Mercedes numero 12 danza sull’orlo dell’impossibile. Il posteriore scoda, ma Kimi Antonelli non combatte la f



