Caos Lukaku, come stanno davvero le cose, De Bruyne e Garcia: “Intorno al Napoli si ingigantisce tutto. Ha paura, anche Totti…”

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Caos – o caso, la scelta è sottile – Romelu Lukaku: dagli States parlano il ct del Belgio, Rudi Garcia, e sua maestà Kevin De Bruyne. Siamo ad Atlanta, fa 20 gradi, il Belgio si prepara a un’amichevole che, come giustamente dice Garcia, “sa già tanto di Mondiale. Giochiamo contro i padroni di casa davanti a uno stadio pieno, in casa loro, è come se il campionato del mondo fosse già iniziato“. Gli accordi tra Usa e Belgio sono chiari: si possono fare anche 11 sostituzioni, giocheranno tutti, va bene testarsi prima del Mondiale ma la priorità è non infortunarsi. Tutti pensano a giugno, De Bruyne racconta in conferenza di aver già organizzato ogni cosa “per far venire la famiglia, voglio che si godano questa esperienza“. E poi? Kevin sul futuro è ancora guardingo, ma ammette: “Per come sto ora non credo di fermarmi con la Nazionale dopo il Mondiale. Non voglio parlare dei Mondiali del 2030, che sono ancora a quattro anni di distanza, ma finché mi sentirò bene, voglio continuare. Durante la riabilitazione, ho capito che voglio lavorare sodo per continuare a giocare a calcio“. Bene per il Belgio, benissimo per il Napoli.

Bufera Lukaku, cosa ha detto De Bruyne

Impossibile però, in conferenza, non parlare di quanto sta accadendo tra Lukaku, che è rimasto in Belgio, e il Napoli, che lo aspetta entro martedì in Italia. Il muro contro muro prosegue ma De Bruyne, amico e compagno di club, oltre che di nazionale, è uomo saggio: “C’è sempre molto rumore intorno al Napoli. Situazioni come questa vengono ingigantite parecchio lì. Non conosco tutti i dettagli di quanto accaduto tra le due parti. Ma l’anno di Romelu non è stato facile. Ha avuto diversi problemi, tra cui quell’infortunio. Questa situazione non è positiva per nessuno, nemmeno per il Belgio, perché abbiamo bisogno di lui“.

Lukaku e il paragone di Garcia con Totti

Gli fa eco Rudi Garcia che, altrettanto saggiamente, stempera i toni e fa un paragone con Totti, per quanto, all’epoca dei fatti raccontati, Francesco aveva già lasciato la Nazionale da quasi 7 anni e il confronto con Big Rom in questo senso non regge: “Romelu non si sentiva al 100% e doveva ancora seguire un programma specifico per recuperare. È normale che voglia essere al top. Quando non lo si è, l’aspetto mentale gioca un ruolo significativo perché c’è la paura di infortunarsi di nuovo. Lo capiamo, lo comprendiamo. Abbiamo anche parlato con lo staff medico. Totti ha già avuto lo stesso infortunio. Sappiamo che ci vuole molto tempo per recuperare da un infortunio del genere. Kevin De Bruyne si è operato, Romelu sta lasciando che l’infortunio guarisca senza interventi. Questa è una grande differenza. Spero che possa tornare presto a Napoli e giocare di più lì. È importante per il club e per noi che torni al più presto in piena forma. Bisogna convincere tutti che a Romelu si deve permettere di fare ciò che è meglio per ritrovare la sua forma migliore, sia fisica che mentale“. Il problema è dove e come: sarà un week end di riflessione.


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