Il gran finale di Acerbi, ha ancora due sogni. Il futuro è da scrivere

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Il backup della difesa ha aiutato l’Inter a ritrovare certezze. Per fronteggiare l’assenza di Bisseck, Chivu domenica scorsa ha deciso di affidarsi nuovamente a Francesco Acerbi: scelta ripagata da una prova convincente di colui che è stato leader del reparto arretrato negli ultimi anni, fino alle novità proposte dal rumeno a stagione in corso. Dal rilascio dell’ultimo aggiornamento da parte del tecnico, la retroguardia della capolista aveva cambiato atteggiamento e interpreti, assecondando l’idea di un baricentro più alto e un blocco più compatto, potendo contare sulla maggior rapidità di Akanji e dello stesso Bisseck rispetto all’ex Lazio e a Pavard. Per fortuna dell’Inter, però, Chivu non aveva cancellato il file contenente la versione precedente, con Akanji dirottato a destra. È tornato utilissimo proprio contro i giallorossi di Gasperini. La possibilità di abbassarsi e assorbire così i tentativi di inserimento della punta e dei trequartisti ha contribuito a limitare la fase offensiva della Roma.  

Il leone nerazzurro ha limitato Malen

Malen ha provato in tutti i modi a sgusciar via, per limitarlo è servito comunque l’apporto di tutti, ma il leone nerazzurro ha ruggito come nei giorni migliori, fornendo la leadership di cui aveva bisogno la difesa in un appuntamento così importante. Una prestazione del genere, ben al di sopra della sufficienza, è stata possibile perché il ragazzo non ha mai definitivamente staccato la spina, nonostante il ribaltamento inatteso e repentino delle gerarchie, voluto fortemente da Chivu, e un contratto ormai vicinissimo alla scadenza. Acerbi avrebbe ovviamente preferito rimanere al suo posto e godere ancora della continuità avuta durante la gestione Inzaghi, ma questo non gli ha impedito di mettersi comunque a disposizione del suo nuovo allenatore.  

Acerbi vuole chiudere al meglio

Ad Appiano Gentile lavora con la professionalità di sempre, desideroso di chiudere al meglio la parentesi nerazzurra cominciata l’1 settembre 2022, quando Zhang si convinse a dare l’ok al suo arrivo, probabilmente non del tutto consapevole di quanto quell’investimento sull’usato garantito avrebbe potuto fare le fortune dell’Inter. I 38 anni compiuti a febbraio non limitano affatto gli stimoli di un calciatore che sente di poter essere ancora importante a certi livelli. Non si illude di poter far cambiare idea a dirigenza e proprietà, orientate legittimamente a svecchiare il reparto la prossima estate, ma sa che questo è il momento di convincere altri a scommettere su di lui per la prossima stagione. Magari nel futuro potrebbe esserci un ulteriore ricongiungimento con Simone Inzaghi, che già a gennaio gli aveva fatto più di una telefonata nei giorni in cui sembrava potesse delinearsi uno scambio tra i nerazzurri e l’Al-Hilal, coinvolgendo anche il cartellino di Cancelo, finito poi al Barcellona.  

Testa al presente

La testa di Acerbi per il momento però rimane sul presente: domenica probabilmente toccherà ancora a lui contro il Como, in una gara che mette in palio un pezzo di scudetto. Chivu spera di blindare la porta dell’Inter anche grazie all’apporto del leone nerazzurro: in riva al Lago dovrà ruggire ancora per intimorire l’attacco di Fabregas già fermato nell’andata di semifinale di Coppa Italia


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