Nicola Procaccini, co-presidente di Ecr, risponde a Il Foglio che aveva ipotizzato e auspicato un’adesione di FdI al gruppo dei popolari rilanciando l’azione che Giorgia Meloni sta portando avanti per cambiare gli assetti politici dell’Europa.
La lettera di Procaccini
“Leggo con attenzione l’articolo pubblicato su Il Foglio,- scrive Procaccini- che suggerisce come approdo naturale per Fratelli d’Italia l’ingresso nel Partito Popolare Europeo, quasi fosse l’unica via per una piena legittimazione europea. È una lettura che rispetto, ma che non condivido. L’appartenenza di FdI al gruppo dei Conservatori europei non è una scelta tattica, ma una scelta identitaria, costruita nel tempo e radicata in una visione politica precisa.
“La nostra ambizione non è quella di inseguire collocazioni più comode o ritenute più “presentabili”, ma di dare finalmente una casa politica al conservatorismo italiano, che non è uniforme, ma composto da pensieri, esperienze e tradizioni diverse, accomunate però da una stessa idea di libertà, responsabilità e centralità della nazione. È su questo terreno che abbiamo lavorato, con coerenza, per costruire un’identità politica riconoscibile”.
L’idea di una grande cultura conservatrice
“
Abbiamo creduto e continuiamo a credere -continua la lettera di Procaccini al quotidiano diretto da Claudio Cerasa-
che fosse possibile affermare anche in Italia una cultura conservatrice moderna e solida, sulla scorta di grandi esperienze occidentali affini alla nostra: la Gran Bretagna di Margaret Thatcher e gli Stati Uniti di Ronald Reagan. Esperienze diverse tra loro, ma unite dalla capacità di coniugare libertà economica, orgoglio nazionale e visione internazionale. E’ a quella tradizione che guardiamo, non per nostalgia, ma per costruire una prospettiva di lungo termine.
Entro questa visione si colloca anche la nostra idea di Europa”.
“Difendiamo l’idea del Trattato di Roma”
“Noi difendiamo l’impianto originario dell’Ue- prosegue Procaccini-, quello delineato dal Trattato di Roma: una comunità di Stati che cooperano su alcune grandi questioni strategiche, senza essere costretti a sacrificare il proprio interesse nazionale sull’altare di decisioni calate dall’alto. Una confederazione di nazioni libere, in cui la cooperazione è una scelta consapevole e volontaria. Esattamente come avviene già oggi attraverso strumenti come la cooperazione rafforzata. In questo senso restano attualissime le parole di Thatcher nel celebre discorso di Bruges: nessuno potrà mai convincerci della necessità o dell’utilità di un superstato europeo, in cui le nazioni vengono ridotte a semplici entità amministrative, prive di una vera rappresentanza dei propri popoli”.
“L’importanza dei Conservatori”
“Non è questa l’Europa che vogliamo– aggiunge il co-presidente di Ecr nella risposta a Il Foglio. . Se poi qualcuno vuole leggere le dinamiche europee in chiave tattica, allora è giusto ricordare un dato politico evidente: oggi, sia nel Parlamento che nel Consiglio Ue, si affermano sempre più spesso maggioranze di centrodestra grazie alla capacità del gruppo dei Conservatori di dialogare e costruire ponti con il Ppe e con le altre forze della destra europea. Non a caso si parla sempre più frequentemente di una “maggioranza Giorgia” in Europa. Senza questo lavoro quotidiano di tessitura politica, esisterebbe con ogni probabilità una maggioranza di sinistra, alla quale il Ppe finirebbe per essere subordinato, come già accaduto in passato, ad esempio nella stagione segnata dall’influenza di Frans Timmermans”.
“Oggi è il tempo della coerenza”
“Infine- conclude Nicola Procaccini nella risposta al giornale diretto da Cerasa-, tornando all’identità di FdI, è giusto ribadire che essa è il punto di incontro di percorsi politici diversi, uniti però da una comune cultura conservatrice. Tra questi vi è anche quello del partito nel quale si sono formati Meloni e chi scrive. È un patrimonio che evolve: verrà il tempo in cui anche i simboli potranno cambiare, accompagnando l’innovazione dei leader e dei temi. Ma non è questo il momento. Oggi è il tempo della coerenza. Ed è su questa coerenza che continueremo a costruire il futuro dell’Italia e dell’Europa.”
L’articolo Procaccini al Foglio: “Entrare nel Ppe? No, grazie. Stiamo cambiando l’Europa da destra” sembra essere il primo su Secolo d’Italia.