Una tartaruga d’acqua dolce abbandonata sul litorale di Quartu Sant’Elena ha suscitato grande apprensione tra i passanti. Alcuni cittadini hanno notato il piccolo rettile mentre camminava spaesato sulla sabbia asciutta. Di conseguenza, i presenti hanno lanciato subito un appello per chiedere un intervento rapido alle autorità competenti.
Il ritrovamento della tartaruga d’acqua dolce abbandonata
L’animale si trovava in un ambiente del tutto inadatto alla sua sopravvivenza biologica. Infatti, il contatto prolungato con l’acqua salata e il sole cocente della costa rappresentano una minaccia letale per questa specie. Inoltre, le specie palustri non tollerano la salsedine marina.
Per questo motivo, diversi bagnanti hanno allertato i volontari e gli enti di tutela della fauna selvatica. Molti proprietari acquistano questi rettili senza conoscere le loro reali esigenze ecologiche. Tuttavia, la legge vieta severamente il rilascio di specie esotiche in natura, poiché questo gesto danneggia gli ecosistemi locali.
I rischi per la fauna e l’ecosistema locale
Il fenomeno dell’abbandono continua a ripetersi lungo le coste sarde. Gli esperti ricordano che questi esemplari competono con la fauna autoctona quando colonizzano stagni o fiumi. Quindi, un gesto superficiale causa gravi squilibri alla biodiversità del territorio.
Attualmente, gli operatori stanno monitorando la situazione per recuperare il rettile e trasferirlo in una struttura specializzata. In questo modo, il centro di recupero potrà garantire all’animale le cure veterinarie adeguate.
