Italia, dieci motivi per crederci: dallo spirito, alla tattica al Ct apparso lucido

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L’attacco azzurro dà garanzie

L’attacco ci trasmette tranquillità. Kean è una furia, aspettava i playoff da un paio di mesi, si è presentato con personalità, un gol e una condizione fisica ottimale. Se trova il campo aperto, ti può fulminare con uno scatto. Pio Esposito può avere in maglia azzurra lo stesso impatto di Rossi nel ‘78 e di Altobelli, durante il Mondiale spagnolo, quando sostituiva Graziani. Freddezza e rendimento, un bomber spietato. Retegui non è apparso il solito a Bergamo, ma era e resta un fighter, abituato alla lotta e al combattimento. Quei tre davanti ci possono garantire i gol per volare in America anche se dietro manca solidità.

Il gruppo granitico della Nazionale

Scamacca è rimasto, Vicario ha chiesto e ottenuto una stanza in ritiro a Coverciano, Di Lorenzo vorrebbe seguire gli azzurri in Bosnia. Gattuso, in pochi mesi, ha creato un gruppo granitico. Nessuno a Zenica tradirà la causa e l’ambiente ostile produrrà una reazione. Non ci aspettiamo le stesse esitazioni del primo tempo con l’Irlanda del Nord. Non era solo tensione emotiva. Il ct, con onestà e schiettezza, ha indicato una motivazione tattica. Voleva Barella e Tonali in attacco, ma non aveva chiesto a Locatelli di restare così schiacciato all’indietro. La costruzione a quattro, con Mancini terzino, era un’opzione supplementare. La partita era stata preparata in modo diverso. Nell’intervallo Gattuso è intervenuto con le opportune correzioni.

Da Palestra a Pisilli, panchina ricca di risorse

A Zenica vedremo una vera linea mediana a tre con Locatelli, Barella e Tonali. Distanze ridotte, più compattezza. «Dovremo prepararla bene e mi farò capire meglio» uno dei passaggi nella conferenza stampa notturna di Bergamo. La freschezza e l’incoscienza giovanile sono un fattore. Il ct ne terrà conto. Pio è in corsa con Retegui, Palestra potrebbe insidiare Politano e Pisilli è entrato benissimo, guadagnando in fretta la posizione di primo cambio a centrocampo. La panchina dell’Italia è più ricca di alternative, alla lunga dovrebbe rivelarsi un vantaggio.


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